Kiko sinfonia

2016/10/08

Kiko, la catechesi diventa opera sinfonica

(da "La Nuova Bussola Quotidiana)

“Anche a te una spada trafiggerà l’anima”: nonostante lo stupore gioioso per la gloria di Dio che si manifesta nella sua carne, la profezia di Simeone si realizza durante tutta la vita di Maria. Ma certo, sotto la croce, la Madre dolorosa incarna quella profezia: “Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l’anima della Madre”; la lancia che “non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo, a te sì. A te trapassò l’anima”, scrive Bernardo, uno degli innamorati cantori dello splendore della nostra Madre celeste.

Circa cinquant’anni fa a Kiko Argüello, coiniziatore del Cammino neocatecumenale insieme a Carmen Hernandez, è apparsa Maria per consegnargli quella che sarebbe stata la missione della sua vita: “Fai comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazareth che vivano in semplicità, umiltà e lode, in cui l’altro è Cristo”. All’inizio della vita spirituale di Kiko c’è lo scandalo della croce. Lo sgomento per la sofferenza degli innocenti.

E così, nonostante sapesse poco di musica, nel 2011 ha composto una sinfonia, “La sofferenza degli innocenti”: “Vorremmo celebrare con questa sinfonia quando un angelo sostenne la Vergine, come accadde a Gesù nell’Orto degli Ulivi quando un angelo lo aiutò a bere il calice preparato per i peccatori. Vorremmo contemplare e sostenere la Vergine che accetta quella spada, che secondo il profeta Ezechiele Dio ha preparato per i peccatori del suo popolo, e che ora trapassa l’anima di questa povera donna”.

Da allora la sinfonia è stata eseguita in alcune fra le migliori sale da concerto del mondo e nei posti più impensati per un evento, in fondo, liturgico: due volte in Israele per un pubblico ebraico, al Lincoln Center di New York per una platea di tremila rabbini, ad Auschwitz davanti alla porta della morte in occasione di un incontro commovente fra rabbini di tutto il mondo e membri delle comunità neocatecumenali. Da ultimo in Giappone dove un pubblico non cristiano, commosso, ha voluto incontrarsi con Kiko e continua ad organizzare gruppi di studio per l’analisi di una sinfonia che ha toccato il loro cuore: “A Fukushima la gente piangeva – ricorda Kiko -, era molto emozionata. Siamo felici di aver portato una parola di consolazione e di amore”.

Lo Spirito Santo soffia dove vuole, si serve di chi vuole e come vuole. In modi spesso impensabili. Kiko nasce pittore, poi va a vivere fra i più poveri tra i poveri, poi diventa apostolo itinerante, poi anche architetto, scultore e, negli ultimi anni, musicista: “Non lasciare mai di fare il bene per paura della vanità, perché questo viene dal demonio”. E succede che, ancora una volta, la fede diventa cultura e dà espressione ai desideri e agli interrogativi più profondi dell’anima. Succede che attraverso la musica si toccano le corde del cuore e della fede. Ma poi, e di conseguenza, della stessa ragione. Anche perché l’esecuzione sinfonica vera e propria è preceduta dalla proclamazione della parola di Dio: da brani di Ezechiele e del Vangelo: la sinfonia infatti è, propriamente, una “celebrazione sinfonico-catechetica”. Una preghiera. Una novità assoluta sia in campo artistico che liturgico.

Direttore d’orchestra, musicisti e coro tutti appartenenti al Cammino, “La sofferenza degli innocenti” è stata eseguita ieri alla sala Nervi in Vaticano nel contesto delle attività promosse per il Giubileo della Misericordia e, in particolare, del Giubileo Mariano.

NEWSLETTER